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Ogni volta che si deve selezionare qualcuno per un lavoro, si tratti di una assunzione o del conferimento di un incarico professionale, i candidati vengono in primissima istanza valutati sulla base del loro "CURRICULUM VITAE ET STUDIORUM": cioè un documento su cui si dichiarano tutti i corsi di studio frequentati, i diplomi conseguiti, le competenze acquisite e le esperienze lavorative e professionali avute, o almeno quelle spendibili per quel particolare lavoro.
Nessuno, praticamente, ha la possibilità di controllare per davvero se su un curriculum siano scritte cose vere o piuttosto "aggiustate" (o magari inventate di sana pianta) per corrispondere al profilo richiesto dal committente.
Infatti, facendo l'esempio di una laurea dichiarata, scoprire se essa sia stata effettivamente ottenuta dal candidato costituirebbe una impresa di una certa difficoltà e costo in termini di tempo delle risorse umane che vi si dedicassero, oltre a presentare problemi legali non indifferenti per motivi di normative sulla privacy. D'altronde non è possibile richiedere ad ogni candidato di presentare la documentazione di quanto affermano (copie dei diplomi, copie degli attestati, eccetera), perché ogni candidatura sarebbe un pacco di carta che andrebbe studiata e controllata, di nuovo con costi di selezione (e magazzinaggio!) piuttosto elevati.
Questo significa che chi conferisce un incarico non ha che rarissime volte la possibilità di sapere se chi lo ottiene ha davvero le caratteristiche che dichiara, mentre chi si vede superato da un concorrente con migliori titoli, non saprà mai se la sua esclusione sia stata dovuta ad una reale differenza o ad un imbroglio. |